L’UE e le regioni confinanti: le politiche di allargamento e di vicinato

La politica per l‘allargamento dell’Unione Europea riguarda i rapporti con la regione del  Mediterraneo Orientale, in particolare i paesi del Balcani Occidentali e la Turchia con i quali ci sono negoziati di adesione in essere.

La strategia della Commissione europea “Una prospettiva credibile per l’allargamento ai Balcani Occidentali”, indica la via affinché entro il 2025 i Paesi dei Balcani compiano significativi progressi lungo il percorso dell’integrazione europea. Per l’Italia l’allargamento ai Balcani occidentali è un’imprescindibile priorità politica, economica e culturale, e, per tale motivo, il nostro Paese ha sostenuto il Processo dei Balcani Occidentali che è stato avviato nel 2014 con l’obiettivo di favorire la stabilizzazione della regione e la sua progressiva integrazione europea. Al Processo dei Balcani Occidentali partecipano Capi di Governo, Ministri degli Esteri e Ministri dello Sviluppo Economico dei sei Paesi dei Balcani Occidentali e di Austria, Croazia, Francia, Germania, Italia, Slovenia, Commissione UE. Nel 2017 la presidenza è stata italiana ed il Vertice si è tenuto a Trieste. In tale occasione l’Unione Europea, la Banca Mondiale e la Banca Europea per gli Investimenti hanno firmato importanti accordi ed incontri che hanno visto la presenza di cinque Primi Ministri.

E’ in corso un dibattito circa la revisione della politica UE verso la Turchia. Nel discorso sullo “Stato dell’Unione” del 2017 il Presidente Juncker ha affermato che l’adesione turca all’UE non è prevedibile nel futuro prossimo. Diversi Paesi, Germania in testa, vorrebbero un nuovo approccio verso la Turchia nel nome della discontinuità (“no business asusual”), che potrebbe portare alla sospensione dei negoziati per l’ammodernamento dell’Unione Doganale e la sospensione degli interventi della BEI e dei fondi UE in quel Paese. Molti stati europei, tra cui l’Italia, sono preoccupati per l’involuzione dello Stato di diritto e per la limitazione delle libertà fondamentali attuate in Turchia, ma ritengono fondamentale mantenere la Turchia ancorata all’UE – anche a beneficio di quella larga porzione della popolazione turca che non condivide le politiche portate avanti dall’attuale Governo. Ogni misura adottata da Bruxelles dovrà essere ispirata al principio di gradualità ed essere reversibile nel caso di evoluzioni positive sul terreno. Attualmente comunque la maggior parte degli Stati membri desidera mantenere formalmente aperti i negoziati di adesione, pur nell’attuale situazione di stallo. Il negoziato per l’ammodernamento dell’Accordo di Unione Doganale, Accordo unico nel suo genere, si è in pratica fermato. Il problema è che l’avvio del negoziato rientrava tra gli impegni politici sottoscritti con l’Intesa sulla migrazione UE-Turchia del 18 marzo 2016. Si tratta della collaborazione in materia migratoria “Facility for Refugees in Turkey” per la quale la Turchia ha ricevuto 3 miliardi di euro e che sta proseguendo bene dato che si è abbassato in modo consistente il numero degli sbarchi dalla Turchia alla Grecia.

Per quanto riguarda la politica europea di Vicinato, l’intervento della Commissione Europea si concentrain ambiti fondamentali per la nostra sicurezza, le sfide e le opportunità nel Mediterraneo. I settori in cui l’Unione Europea sta agendo sonoquello delle infrastrutture e dell’energia che vede coinvolte le PMI; la cooperazione transfrontaliera in materia di gestione dei flussi migratori; l’Institution building, che contempla la cooperazione tra le Istituzioni pubbliche e la società civile; la formazione dei giovani, la cultura, l’investimento nel capitale umano.

I principali strumenti dell’U.E. per facilitare l’integrazione e lo sviluppo dei Paesi non membri dono lo strumento di preadesione (IPA) e quello di Vicinato (ENI).

IPA II è uno strumento di preadesione, istituito dal Consiglio Europeo nel 2014, che finanzia, prevalentemente a dono, programmi destinati ai Paesi candidati all’adesione UE (Albania, ex Repubblica iugoslava di Macedonia, Montenegro, Serbia e Turchia) ed ai potenziali candidati (Bosnia-Erzegovina e Kosovo) con l’obiettivo di rafforzare il loro processo di allineamento all’EU. Il fondo IPA finanzia progetti  infrastrutturali e nel settore dei servizi.Gli obiettivi strategicidi IPA II sono contenuti nei documenti di pianificazione strategica bilaterali (per Paese) e multilaterali (multi-Paese o multinazionali) predisposti dalla Commissione con i Paesi beneficiari. Per il periodo 2014-2020 la Commissione ha stanziato 11,7 miliardi di euro. Con l’utilizzo di strumenti IPA II nei Balcani è stato possibile realizzare la riforma del sistema amministrativo dello Stato e la creazione di uno Stato di diritto. Ciò ha consentito un forte sviluppo economico di tali Paesi, e, quindi, la gestione dell’emigrazione, la cooperazione economica con altri Paesi, l’aumento della competitività, l’aumento delle risorse a favore delle infrastrutture e dei servizi.

Per la Cooperazione territoriale regionale, che ha come obiettivo la promozione di relazioni di buon vicinato e lo sviluppo socioeconomico delle regioni frontaliere, i programmi sono: cooperazione transfrontaliera (CBC), tra regioni di due Stati;  interregionale (INTERREG), indirizzati a grandi aree regionali.

ENI è lo strumento europeo di Vicinato e partenariato con cui l’EU fornisce assistenza ai 16 Paesi del vicinato. ENIha un budget pari a 15,4 miliardi di euro per il periodo 2014-2020. La parte più significativa dei finanziamenti è costituita dalle allocazioni-Paese. Una parte dei fondi è destinata a programmi multinazionali che affrontano sfide comuni a tutti i Paesi partner, una quota del 5% viene destinata ai programmi di cooperazione transfrontaliera. Le risorse sono normalmente a dono,ma è crescente la quota destinata a strumenti finanziari innovativi volti a mobilizzare risorse di altra natura, come il Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile, che ha introdotto un fondo di garanzia per diminuire il rischio e quindi accrescere la redditività attesa degli investimenti in aree e settori  in cui le condizioni di mercato non sono attrattive.

Infine vi sono i programmi TWINNING e TAIEX, gestiti dalla DG NEAR, strumenti di institution building dei quali la Commissione si avvale per favorire il trasferimento di knowhow tra le Amministrazioni pubbliche dei Paesi degli Stati membri IPA e ENI. Lo strumento di gemellaggio amministrativo TWINNING è affiancato dai TAIEX progetti di assistenza tecnica realizzati attraverso work-shop e seminari totalmente a dono. Anche le imprese possono partecipare a progetti di fornitura, servizi e realizzazione di opere rispondendo ai bandi pubblicizzati dalla Commissione o dagli Enti a cui questa affida la gestione dei progetti.

di Tiziana Vecchio