Fondi regionali, come volàno per promuovere l’eccellenza e sostenere l’occupazione

Nella situazione attuale bisogna rispondere a questa campagna elettorale permanente, che dura ormai da gennaio 2018 (10 mesi), con fatti concreti.

Nel mio piccolo, non faccio altro che incontrare persone che sono disperate, per la propria condizione e per quella dei loro cari. Non è la realtà dei fatti ma è il “percepito” che conta, così come per gli immigrati.

In questi ultimi anni, la propensione dei politici è sempre stata quella di creare posti di lavoro incerti, finanziando aziende decotte, oppure assumendo persone facendole entrare  “con la pala” in carrozzoni statali, parastatali o, comunque, parapubblici. Encomiabile la svolta di Zingaretti di ridurre drasticamente il numero delle partecipate regionali nel Lazio.

Il PIL del Lazio è fondato essenzialmente su Turismo, Automotive e Farmaceutico. Gli ultimi 2 sono settori costantemente “a rischio” in quanto le aziende presenti sono sostanzialmente filiali di multinazionali estere, sempre pronte a spostarsi nel Paese emergente di turno. Anche il turismo dipende sostanzialmente da uno Stato estero, ma questo è stanziato in Italia, da oltre 2 millenni ….

In particolare l’Automotive è un settore in grande espansione che dipende da quella che era la prima azienda italiana e che oggi è un’azienda olandese con sede legale a Londra e stabilimenti negli U.S.A. e dirigenti stranieri.

D’altronde FCA è l’unica Major automobilistica che non ha ancora fatto investimenti concreti nell’auto elettrica.

L’ex A.D. italiano dichiarava che il “carburante del futuro” è il metano (sic), ora il suo successore inglese ha annunciato che, dal 2022, FCA utilizzerà un motore ibrido, ma non c’è traccia né di progetti, né del centro di R&S, né dello stabilimento di produzione.

Nel 2011 FCA ha chiuso lo stabilimento IRIBUS di Valle Ufìta, delocalizzandolo ad Annonay, in Francia.

I 300 lavoratori sono da allora in C.I.G.; da allora, non si producono più autobus, in Italia: 7 anni!  In un Paese dove il solo turismo scolastico (95% su autobus) muove ogni anno 7 milioni di persone (studenti ed insegnanti).

Cosa può offrire il Lazio a questa azienda?

  • La presenza di uno stabilimento di produzione con capacità produttiva sovradimensionata (400.000/150.000 prodotte nel 2017);
  • Un parco auto “pubbliche” (blu e non) di circa 60.000 unità (oltre ad autobus, camion, furgoni, ecc) e 4.000.000 di auto private;
  • Essere la sede dell’ENEA, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile;
  • L’eccellenza dei ricercatori ENEA nella ricerca, dell’innovazione tecnologica e della prestazione di servizi avanzati nei settori dell’energia, dell’ambiente e dello sviluppo economico sostenibile;
  • Convogliare investimenti europei (POR) che potrebbero, in parte concentrarsi, su un co-investimento in un Centro di Ricerca e Sperimentazione, magari in collaborazione con il MISE/ Invitalia (PON);

>Penso, ad esempio, al bando POR del 9 agosto scorso che stanzia 3 milioni per realizzare infrastrutture degli insediamenti produttivi, artigianali ed industriali<

Un’opportunità da sfruttare per una Regione come il Lazio e per un candidato alla segreteria PD.

Un investimento del genere utilizzerebbe le risorse umane locali, presenti in campo ingegneristico ed avrebbe la capacità di attrarle dall’esterno (altre Regioni, altre Nazioni) come  risorse ad alto valore aggiunto.

La realizzazione di un tale Centro creerebbe un’”intelligenza” difficilmente delocalizzabile, proprio per la qualità del “fattore umano” (ricercatori, ingegneri, progettisti, ecc.) che sarebbe una ricchezza per sé e per gli stabilimenti produttivi dove un operaio specializzato può alla fine essere rimpiazzato da un robot o da un operaio, in uno stabilimento del Terzo Mondo, altrettanto bravo ed altrettanto specializzato, ma a basso costo (vedi il caso dei 300 lavoratori Irisbus in C.I.G., dal 2011).

Con le critiche non si va da nessuna parte, quindi la mia proposta al Presidente della Regione ed all’assessore alle attività produttive è questa:

convogliare risorse per realizzare un Centro ricerca e sperimentazione per auto elettrica/ibrida, non limitandosi a FCA, ma proponendolo anche ad altri costruttori; penso, ad esempio, a Nissan o Renault che hanno la loro sede legale ed operativa nel Lazio, utilizzando fondi pubblici e privati, di imprese locali, oltre ad ENEA e MISE e, perché no, attraverso un crowdfunding popolare: una “public company”.

E’ ovvio che 3 milioni di euro non saranno sufficienti per realizzare il progetto, ce ne vorrebbero 30 o 300 mln oppure 3 mld, a seconda delle dimensioni del progetto. Per questo sarebbe necessario coinvolgere l’ENEA ed il MISE, anche tramite Invitalia.

La produzione del motore ibrido potrebbero essere impiantate all’estero ma potrebbero essere localizzate a Pratola Serra, in Campania, al posto dell’attuale produzione di motori diesel.

Ma qui proponiamo un’idea di crescita, per non rassegnarci e per fare del Lazio una Regione competitiva, della seconda nazione manifatturiera europea. Una nazione, l’Italia, che ha un forte bisogno di crescita e di fiducia.

di Armando Panvini