Fare branding, un’opportunità anche per le PMI

“Sono titolare di una piccola impresa a conduzione familiare, lavoro con il passaparola e sembra funzionare. Non ho bisogno di fare un restyling del marchio o un nuovo sito. Magari un domani, se riesco ad aumentare il bacino di clienti, ne riparleremo.” Questa è la risposta del titolare di un’azienda che produce ottimi vini alla mia proposta di rivedere l’immagine della sua cantina.

In Italia le piccole imprese costituiscono il 99,5% delle aziende. E di questo 99,5%, più del 95% è rappresentato dalle micro-imprese, cioè da aziende sotto i dieci addetti.

Non aver bisogno di fare branding, purtroppo, è una convinzione abbastanza diffusa nelle piccole e medie imprese, che decidono basare la propria strategia di business solo sul prodotto.

Oggi il consumatore è cambiato, la società è cambiata. Il mercato è saturo e sugli scaffali di un supermercato c’è talmente tanta scelta che è quasi impossibile trovare un prodotto che emerga rispetto a un altro solo perché è qualitativamente superiore.

Per questo motivo, è fondamentale dedicarsi al branding, ovvero il modello di business basato non più su una strategia pruduct-oriented, bensì brand-oriented, perché è necessario essere consapevoli che il primo prodotto da vendere è la propria marca. Agire in questi termini non è solo un’opportunità di crescita, ma è determinante addirittura per la sopravvivenza.

Un altro errore molto diffuso è credere che per fare branding occorra un budget esagerato, quando invece si può destinare una somma proporzionale al proprio fatturato che, investita in maniera corretta, può dare frutti nel medio lungo periodo, arrivando a un migliore posizionamento sul mercato tale da far emergere la propria azienda rispetto alla concorrenza.

Gli strumenti per ottenere risultati soddisfacenti sono molteplici, a partire dalla cura della propria identità visiva, dal logo ai materiali promozionali, dal sito web al corretto utilizzo dei social media, ma è necessario rivolgersi a professionisti del settore che facciano un’accurata analisi dell’azienda da promuovere, ne studino la storia, le caratteristiche, i punti di forza e i punti deboli, il target di riferimento, gli obiettivi, al fine di elaborare una dettagliata strategia di comunicazione, mirata ed efficace.

Attraverso una corretta attività di branding, il marchio diventerà un brand di successo, dotato di forte personalità, un punto di riferimento per il consumatore, che si riconoscerà in esso e ne diventerà a sua volta promotore.

di Silvia Alessandrini