Oltre la città: valorizzare i piccoli paesi e i borghi dimenticati

La città è sempre stata nelle sue varie epoche di formazione una concentrazione di valenze un accumulo di plusvalore e di speculazione economica, in particolare nel secondo periodo del 900 la speculazione edilizia ha creato dei forti arricchimenti dati dalle vendite degli immobili a prezzi gonfiati, non certo al solo costo di costruzione più un equo guadagno, ma ad un rigonfiamento del valore speculando sulla forte richiesta e su un mercato che rendeva il bene mattone un bene rifugio per i capitali accumulati, spesso anche in materia illecita.

Questo forte inurbamento  se ha creato arricchimento da una parte, ha generato impoverimento dall’altra. La migrazione verso i centri urbani ha lasciato abbandonati molti piccoli paesi e borghi in zone più povere in cui è cessata la richiesta, i centri sono stati abitati solo dai pochi anziani che non hanno voluto lasciare il posto di nascita, e, la carenza di lavoro e di risorse e l’abbandono hanno lasciato il posto al degrado. Soprattutto nel meridione d’Italia abbiamo un immenso patrimonio edilizio abbandonato in borghi e paesi che sarebbero belli e in zone veramente salubri, il cui valore non è paragonabile al valore delle città, anzi, in alcuni casi rasenta lo zero.

Prendiamo il caso di Sambuca di Sicilia: si tratta di un paesino in provincia di Agrigento che è diventato noto  in tutto il mondo.Qui l’amministrazione comunale, per rianimare il territorio, decide di mettere in vendita le case a un prezzo simbolico, ovvero un euro. La finalità? Il sostegno al paese per fare in modo che si possa combattere lo spopolamento. La decisione ha riscontrato un notevole successo. Le motivazioni di ciò, per i media negli Stati Uniti, consiste nel fatto che la Cnn ha riservato un intero servizio – “Italian town of Sambuca in Sicily sells homes for a dollar” – a questo paese nella sua rubrica Cnn Travel, ma non è stato l’unico:  la notizia infatti è apparsa anche sul quotidiano inglese “The Guardian”.  All’interno dell’iniziativa “Case a 1 euro” sono messe in vendita abitazioni appartenenti al Comune  e, inoltre, sono previste alcune norme se si vuole acquistare una casa: versare un deposito cauzionale di 5mila euro, che sarà poi restituito al termine delle opere di riqualificazione, e ristrutturare partendo da una spesa di 15mila euro. E’ importante sottolineare che questa cittadina, con i suoi 6 mila abitanti in provincia di Agrigento, nel 2016 è stata eletta “Borgo dei Borghi”.

Anche se l’acquisto di una casa ad un prezzo simbolico non ha creato un accumulo economico , ma l’indotto che ne verrà sarà sicuramente notevole, il ripopolamento di questo paese in abbandono darà lavoro alle ditte che ristruttureranno gli immobili, gli abitanti che arriveranno stagionalmente, non come interpreti del solito turismo mordi e fuggi, contribuiranno alla crescita economica dell’area. Noi potremmo citare centinaia di paesi in Calabria Puglia Basilicata Campania che si presterebbero in toto o in parte a questo tipo di offerta e che attirerebbero un flusso migratorio benefico per il nostro Paese . Possiamo fare del nostro clima e dei nostri prodotti agroalimentari un vero e proprio polo di attrazione enogastronomico e salutistico per le popolazioni del nord Europa, che non hanno 4 o 5 mesi soleggiati all’anno con un basso tasso di umidità. Ci sono paesi del nord Europa che vivono anche d’estate con i riscaldamento accesi.

Un grande patrimonio edilizio può contribuire nei borghi, dimenticati da turismo di massa che punta solo ad un periodo limitato ai mesi estivi, a risanare l’economia in zone depresse. Abbiamo portato avanti una politica del turismo impiantata sul lusso e sulla concentrazione delle strutture ricettive in aree già valorizzate e in alcuni casi deturpate dalle troppe costruzioni o dalla cementizzazione in prossimità delle coste più belle del nostro Paese per abbandonare al degrado una parte di esso per mancanza di volontà o di possibilità altamente speculativa.

Inoltre siamo del parere che non vada più occupato altro suolo, che ormai deve rimanere libero il più possibile , quindi anche nelle cittadine, non solo nei piccoli borghi, bisogna puntare ad un riuso del patrimonio esistente se vogliamo tramandare alle generazioni future un Paese vivibile. Con flussi migratori dall’estero in questo si mette in atto una sorta di economia circolare ed una economia liquida perché il liquido è ciò che si spande facilmente e non si concentra solo su alcuni punti.

di Nicoletta Benigni